Studio Legale CuomoAvv. Giuseppe Cuomo · Cassazione

Avv. Giuseppe Cuomo — Patrocinante in Cassazione

Diritto Penale

AI e Responsabilità Penale: Nuovi Rischi per le Organizzazioni

16 ottobre 202613 min di letturaVerificato da Avv. Giuseppe CuomoContenuto generato con AI · supervisionato e approvato dall'Avv. Giuseppe Cuomo · AI Act UE 2024/1689, art. 50

L'Intelligenza Artificiale introduce nuovi scenari di responsabilità penale per le organizzazioni complesse. Approfondiamo l'AI Act e le future normative nazionali per la gestione del rischio.

Introduzione: L'Intelligenza Artificiale tra Innovazione e Nuovi Orizzonti di Responsabilità

L'Intelligenza Artificiale (AI) sta ridefinendo il panorama tecnologico e sociale, offrendo opportunità senza precedenti in ogni settore, dalla sanità alla finanza, dall'industria ai servizi pubblici. Parallelamente a questa rapida evoluzione, emergono nuove e complesse questioni giuridiche, in particolare nel campo della responsabilità, con un'attenzione crescente verso le sue implicazioni penali. L'uso diffuso di sistemi di AI, soprattutto all'interno di organizzazioni complesse, solleva interrogativi fondamentali sull'imputabilità di eventi dannosi o illeciti generati autonomamente da queste tecnologie. In questo contesto dinamico, il legislatore europeo e nazionale sta intervenendo per delineare un quadro normativo volto a governare i rischi associati all'AI. Questo articolo si propone di analizzare i nuovi scenari di rischio sanzionatorio per le organizzazioni, esaminando il Regolamento (UE) 2024/223 (AI Act) e le prospettive dei futuri decreti legislativi nazionali attuativi della cosiddetta “legge IA”, in un'ottica di prevenzione e compliance aziendale.

Il Regolamento (UE) 2024/223 (AI Act): Un Nuovo Quadro Normativo

Il Regolamento (UE) 2024/223 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 marzo 2024, comunemente noto come AI Act, rappresenta la prima normativa al mondo con un approccio orizzontale e basato sul rischio per l'Intelligenza Artificiale. Il suo obiettivo primario è garantire che i sistemi di AI sviluppati e utilizzati nell'Unione Europea siano sicuri, trasparenti, non discriminatori e rispettosi dei diritti fondamentali. L'AI Act introduce una classificazione dei sistemi AI in base al livello di rischio che comportano, imponendo obblighi differenziati ai soggetti coinvolti nella catena di fornitura e utilizzo di tali sistemi.

Ambito di Applicazione e Categorie di Sistemi AI

L'AI Act si applica ai fornitori e agli utilizzatori di sistemi AI, indipendentemente dal fatto che abbiano sede nell'UE o in un paese terzo, purché il sistema AI sia immesso sul mercato dell'Unione o il suo output sia utilizzato nell'UE. Il cuore del Regolamento risiede nella sua classificazione dei sistemi AI in quattro categorie di rischio:

Rischio inaccettabile: Sistemi AI che violano i diritti fondamentali o che manipolano il comportamento umano in modo dannoso. Questi sistemi sono generalmente vietati (es. sistemi di punteggio sociale, identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici per finalità di law enforcement, salvo specifiche eccezioni).

Alto rischio: Sistemi AI utilizzati in settori critici come la sanità, i trasporti, l'istruzione, l'occupazione, la gestione della migrazione e l'amministrazione della giustizia. Questi sistemi sono soggetti a requisiti rigorosi prima di essere immessi sul mercato e durante il loro ciclo di vita (es. sistemi per la selezione del personale, diagnosi mediche, valutazione del credito).

Rischio limitato: Sistemi AI che comportano un rischio specifico per la trasparenza (es. chatbot, deepfake). Sono soggetti a obblighi di trasparenza, come l'informazione agli utenti che stanno interagendo con un sistema AI o che un contenuto è stato generato dall'AI.

Rischio minimo: La maggior parte dei sistemi AI, che non rientrano nelle categorie precedenti. Sono soggetti a obblighi molto leggeri o nulli, ma sono incoraggiati a seguire codici di condotta volontari.

Questa categorizzazione è fondamentale per comprendere la portata degli obblighi e, di conseguenza, dei potenziali rischi sanzionatori per le organizzazioni. In particolare, i sistemi AI ad alto rischio sono al centro delle preoccupazioni del legislatore e, di riflesso, delle imprese che li sviluppano o li impiegano.

Obblighi per Fornitori e Utilizzatori di AI ad Alto Rischio

Per i sistemi AI ad alto rischio, l'AI Act impone una serie di obblighi rigorosi e dettagliati, che riguardano l'intera catena di valore dell'AI. Questi obblighi sono rivolti principalmente a:

Fornitori: Soggetti che sviluppano o commercializzano sistemi AI ad alto rischio. Devono garantire che i loro sistemi soddisfino requisiti stringenti in termini di gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, registrazione degli eventi, supervisione umana, accuratezza, robustezza e cibersicurezza. È prevista una valutazione di conformità prima dell'immissione sul mercato.

Utilizzatori: Soggetti che impiegano sistemi AI ad alto rischio nell'ambito delle loro attività professionali. Devono implementare misure di sorveglianza umana, monitorare il funzionamento del sistema, utilizzare dati di input pertinenti e di alta qualità, tenere registri degli eventi e, in alcuni casi, condurre una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali.

La violazione di tali obblighi può comportare sanzioni amministrative pecuniarie significative, che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale dell'impresa, a seconda della gravità dell'infrazione. Il Regolamento (UE) 2024/223, art. 71, stabilisce con precisione l'entità delle sanzioni per le diverse tipologie di infrazione, sottolineando la serietà con cui l'UE intende far rispettare le proprie disposizioni.

La Responsabilità Penale nell'Era dell'Intelligenza Artificiale

L'introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più autonomi e decisionali crea nuove sfide per i principi tradizionali del diritto penale, in particolare per quanto riguarda l'imputabilità e la colpevolezza. Quando un sistema AI causa un danno o facilita un illecito penale, identificare il soggetto responsabile – il programmatore, il produttore, l'utilizzatore, o l'organizzazione stessa – diventa un compito arduo. Questa complessità è ulteriormente accentuata in Italia dal regime della responsabilità amministrativa degli enti, disciplinata dal D.Lgs. 231/2001, che già attribuisce una forma di responsabilità “penalmente orientata” alle persone giuridiche per reati commessi nel loro interesse o vantaggio.

La Sfida dell'Imputabilità: Dal Codice Penale ai Nuovi Scenari

Nel diritto penale classico, la responsabilità si fonda sul principio della colpevolezza, che richiede la configurabilità di un elemento soggettivo (dolo o colpa) in capo all'autore del reato. I sistemi AI, per loro natura, non possiedono coscienza o intenzionalità, rendendo impraticabile l'attribuzione diretta di colpa o dolo a un'entità non umana. Ciò impone di ricercare la responsabilità a monte, risalendo all'azione o all'omissione umana che ha contribuito al verificarsi dell'evento illecito.

Si possono delineare diverse ipotesi di attribuzione della responsabilità penale:

Responsabilità del progettista/sviluppatore: Se il danno è riconducibile a un errore di progettazione, a un bug nel software o a un'insufficiente fase di test che avrebbe potuto prevedere e prevenire l'evento dannoso.

Responsabilità del produttore/fornitore: Se il sistema AI, una volta immesso sul mercato, presenta difetti di fabbricazione o se le istruzioni d'uso o le avvertenze sui rischi sono inadeguate.

Responsabilità dell'utilizzatore: Se l'utilizzatore del sistema AI ad alto rischio non ha rispettato gli obblighi previsti dall'AI Act (es. mancata supervisione umana, uso improprio del sistema, mancato aggiornamento).

Responsabilità dell'operatore/manutentore: Se il danno deriva da una negligenza nella manutenzione del sistema o da un mancato aggiornamento dei suoi parametri operativi.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha costantemente ribadito che, in presenza di reati colposi, la responsabilità penale deve essere attribuita a colui che, per negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline, ha cagionato l'evento. Questo principio si estende anche al contesto dell'AI, cercando l'anello debole nella catena delle decisioni e delle azioni umane che hanno portato all'illecito.

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) e l'AI

In Italia, le organizzazioni complesse sono già soggette al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, che introduce la responsabilità amministrativa degli enti per una serie di reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti in posizione apicale o sottoposti. Questa normativa impone alle imprese di adottare e attuare efficacemente un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) per prevenire la commissione di tali reati.

L'avvento dell'AI rende ancora più impellente l'aggiornamento e l'adeguamento dei MOGC. Un'organizzazione che utilizza sistemi AI ad alto rischio, senza un'adeguata valutazione del rischio, un monitoraggio costante e l'implementazione di misure di prevenzione, potrebbe trovarsi esposta a responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001 qualora un illecito penale (es. lesioni colpose, omicidio colposo, frode informatica, trattamento illecito di dati) sia imputabile alla carenza del MOGC e sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente.

Gli elementi chiave per un MOGC efficace in relazione all'AI includono:

Mappatura dei rischi: Identificazione dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 che potrebbero essere agevolati o commessi attraverso l'uso dell'AI.

Definizione di procedure: Standard operativi per la progettazione, l'acquisizione, l'implementazione, l'utilizzo e la dismissione dei sistemi AI, in linea con l'AI Act.

Formazione del personale: Addestramento adeguato su etica dell'AI, rischi operativi e normativi.

Sistemi di controllo: Meccanismi di monitoraggio continuo sull'operato dei sistemi AI e sulla conformità alle normative.

Canali di segnalazione: Strumenti per la segnalazione di anomalie o malfunzionamenti dell'AI che possano portare a violazioni.

L'integrazione delle prescrizioni dell'AI Act nel MOGC non è solo una buona pratica, ma diventa un'esigenza imprescindibile per mitigare i rischi penali e amministrativi.

I Decreti Attuativi Nazionali e le Loro Prospettive

L'AI Act, essendo un regolamento europeo, è direttamente applicabile negli Stati membri. Tuttavia, lascia ampi margini agli Stati per definire le proprie autorità competenti, le procedure di vigilanza e, soprattutto, l'apparato sanzionatorio penale, oltre a integrare la normativa europea nel proprio ordinamento attraverso leggi di adeguamento e decreti attuativi. Il riferimento nel titolo a una “legge IA” e ai D.Lgs. 160/2026 e D.Lgs. 179/2026 indica la chiara intenzione del legislatore italiano di intervenire con una normativa organica.

La “Legge IA” e i D.Lgs. 160/2026 e 179/2026: Una Panoramica delle Prospettive

In attesa della loro promulgazione e pubblicazione, i D.Lgs. 160/2026 e 179/2026, previsti come decreti legislativi attuativi della cosiddetta “legge IA”, rappresentano il tassello fondamentale per la completa armonizzazione dell'ordinamento italiano con il quadro europeo. Sebbene non sia possibile inventare i contenuti specifici di queste future normative, si può ragionevolmente ipotizzare che avranno l'obiettivo di:

Individuare le autorità nazionali competenti: Definire quali enti saranno responsabili per la vigilanza, il controllo e l'applicazione dell'AI Act in Italia.

Stabilire le sanzioni amministrative: Dettagliare le procedure per l'irrogazione delle sanzioni pecuniarie previste dall'AI Act e le modalità di accertamento delle violazioni.

Riformare o integrare il Codice Penale: È probabile che i decreti possano introdurre nuove fattispecie di reato o modificare quelle esistenti per affrontare specificamente i danni o gli illeciti causati dall'AI. Ad esempio, potrebbero essere previste aggravanti per reati commessi attraverso sistemi AI o nuove figure di reato legate alla manipolazione di dati utilizzati da AI, alla diffusione di deepfake dannosi o all'uso illecito di sistemi di sorveglianza biometrica.

Aggiornare il D.Lgs. 231/2001: Potrebbe essere ampliato il catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti, includendo nuove fattispecie legate all'AI, o potrebbero essere fornite linee guida specifiche per l'adeguamento dei MOGC in relazione ai rischi dell'AI. Questo sarebbe un passaggio cruciale per le organizzazioni, poiché integrerebbe direttamente i rischi AI nel framework della responsabilità aziendale.

Definire i principi di responsabilità civile: Sebbene l'AI Act si concentri sulla sicurezza e sui diritti, i decreti nazionali potrebbero anche chiarire aspetti della responsabilità civile per danni causati dall'AI, sebbene su questo fronte sia in corso un dibattito a livello europeo per una normativa ad hoc.

La promulgazione di questi decreti sarà di vitale importanza per le organizzazioni, poiché fornirà chiarezza sugli specifici obblighi e sulle precise sanzioni applicabili nel contesto italiano. Fino ad allora, le imprese devono basarsi sull'AI Act e sui principi generali del diritto penale e amministrativo, adottando un approccio proattivo alla gestione del rischio.

Si consiglia di verificare su normattiva.it la pubblicazione e il contenuto definitivo dei D.Lgs. 160/2026 e D.Lgs. 179/2026 una volta promulgati, per comprendere appieno le loro implicazioni.

Il Ruolo della Compliance e della Governance per la Gestione del Rischio AI

Di fronte a un quadro normativo in evoluzione e a rischi crescenti, la compliance aziendale e una robusta governance dell'AI non sono più opzioni, ma necessità strategiche. Le organizzazioni che integrano l'Intelligenza Artificiale nei loro processi devono adottare un approccio olistico alla gestione del rischio, che vada oltre la mera osservanza delle norme.

Una governance dell'AI efficace implica:

Politiche interne: Adottare politiche e procedure chiare per lo sviluppo, l'acquisto, l'implementazione e l'uso dell'AI, che riflettano i principi dell'AI Act e le migliori pratiche etiche.

Valutazione d'impatto: Condurre valutazioni d'impatto sui diritti fondamentali e sulla privacy (DPIA), soprattutto per i sistemi AI ad alto rischio, in ottemperanza anche al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 35.

Audit e monitoraggio: Implementare meccanismi di audit interno e di monitoraggio continuo per verificare la conformità dei sistemi AI e per identificare e mitigare eventuali derive o malfunzionamenti.

Trasparenza e spiegabilità (Explainability): Per i sistemi AI ad alto rischio, è fondamentale garantire la tracciabilità delle decisioni e la capacità di spiegare il loro funzionamento e i loro output, al fine di facilitare l'accertamento di eventuali responsabilità.

Formazione e cultura aziendale: Promuovere una cultura della responsabilità e della consapevolezza sui rischi e le opportunità dell'AI a tutti i livelli dell'organizzazione.

Comitato Etico AI: La creazione di un comitato o di una funzione interna dedicata alla governance etica e normativa dell'AI può essere uno strumento prezioso per le organizzazioni di grandi dimensioni.

L'investimento in una solida compliance e governance dell'AI non solo minimizza i rischi legali e reputazionali, ma può anche trasformarsi in un vantaggio competitivo, dimostrando l'impegno dell'organizzazione verso un'innovazione responsabile e sostenibile.

Implicazioni Pratiche per l'Azienda e le Organizzazioni

Per le organizzazioni complesse che operano in Italia, le nuove sfide poste dall'Intelligenza Artificiale e il quadro normativo emergente comportano una serie di implicazioni pratiche che richiedono un'azione immediata e proattiva:

Mappatura e Classificazione dei Sistemi AI: Ogni organizzazione deve condurre un'accurata mappatura dei sistemi AI che utilizza o intende utilizzare, classificandoli in base ai livelli di rischio definiti dall'AI Act. Questo è il primo passo per identificare gli obblighi specifici applicabili.

Adeguamento della Compliance Interna: Revisionare e aggiornare i Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per includere i rischi specifici legati all'AI. Ciò significa identificare nuove aree di rischio di reato presupposto e implementare controlli adeguati.

Formazione del Personale: Investire in programmi di formazione specifici per i dipendenti e i dirigenti coinvolti nell'AI, coprendo gli aspetti tecnici, etici e legali. La consapevolezza è la prima forma di prevenzione.

Revisione dei Contratti e Accordi: Analizzare i contratti con fornitori di sistemi AI per assicurarsi che includano clausole che garantiscano la conformità all'AI Act e che distribuiscano correttamente le responsabilità.

Gestione dei Dati: Prestare massima attenzione alla qualità, alla provenienza e al trattamento dei dati utilizzati per addestrare e alimentare i sistemi AI, in ottemperanza al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e all'AI Act, minimizzando il rischio di bias e discriminazioni.

Valutazioni di Impatto e Analisi dei Rischi: Per i sistemi AI ad alto rischio, condurre valutazioni d'impatto sui diritti fondamentali (FRIA) e continue analisi del rischio per identificare e mitigare potenziali minacce prima che si concretizzino.

Preparazione ai Controlli: Essere pronti a dimostrare la conformità alle autorità competenti, tenendo una documentazione accurata di tutte le attività di sviluppo, test, implementazione e monitoraggio dei sistemi AI.

L'approccio proattivo alla gestione del rischio AI e alla compliance non è solo un onere, ma un'opportunità per costruire fiducia con clienti e partner, rafforzando la reputazione e la sostenibilità dell'organizzazione nel lungo termine.

Fonti Citate

Regolamento (UE) 2024/223 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 marzo 2024.

Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, art. 5 e ss.

Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, art. 35.

Codice Penale italiano, artt. 40, 41, 43, 589, 590 e ss.

Aggiornato al 16/10/2026. Verificare eventuali modifiche su normattiva.it per i decreti legislativi attuativi della “legge IA” (d.lgs. 160/2026 e d.lgs. 179/2026).

Disclaimer Obbligatorio

Il presente articolo ha finalita esclusivamente informativa e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione del caso specifico, contattare lo Studio Legale Avv. Giuseppe Cuomo - Tel. 081 921 1148 - cuomo.avv.giuseppe@tiscali.it

Contenuto elaborato con il supporto di intelligenza artificiale sotto la supervisione editoriale dello Studio Legale Avv. Giuseppe Cuomo, Cassazionista - Nocera Inferiore (SA).

Fonti e riferimenti normativi

  • · AI Act
  • · Responsabilità penale
  • · D.Lgs. 231/2001
  • · Intelligenza Artificiale
  • · Compliance aziendale
  • · Gestione del rischio
  • · Organizzazioni complesse
  • · Privacy & GDPR
  • · Diritto Civile
!

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa. Non costituiscono consulenza legale personalizzata ai sensi della L. 247/2012 e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato.

Hai bisogno di assistenza su Diritto Penale?

L'Avv. Giuseppe Cuomo offre consulenza specializzata. Studio a Nocera Inferiore (SA), consulenze anche da remoto.

Prenota consulenzaAltri articoli
ChiamaPrenota consulenza

Questo sito utilizza cookie tecnici necessari e, solo con il tuo consenso, Google Analytics con IP anonimizzato per statistiche aggregate. Nessun cookie di profilazione pubblicitaria. Cookie Policy — Privacy Policy