Previdenza sociale
NASpI 2026: requisiti, importi, durata e domanda INPS
Hai perso il lavoro? Scopri quando spetta l’indennità di disoccupazione, come richiederla e quali errori evitare.
La perdita del lavoro rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di una persona. Alle preoccupazioni economiche si aggiungono spesso dubbi sui propri diritti, sulle prestazioni previdenziali disponibili e sulle procedure da seguire.
La NASpI costituisce uno dei principali strumenti di tutela del reddito previsti dall’ordinamento italiano. Conoscere i requisiti di accesso, le scadenze e le regole applicabili nel 2026 è essenziale per evitare di compromettere il diritto alla prestazione.
In questo approfondimento di CLP – Cuomo Legal Platform, l’Avv. Giuseppe Cuomo analizza i principali aspetti della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, con particolare attenzione alle condizioni di accesso, alle dimissioni per giusta causa e alle novità normative.
1. Che cos’è la NASpI e a chi spetta?
La NASpI, introdotta dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è un’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente l’occupazione. La sua funzione è offrire un sostegno economico temporaneo durante la ricerca di una nuova attività lavorativa.
Tra i possibili beneficiari rientrano:
- lavoratori dipendenti del settore privato;
- apprendisti;
- soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato;
- personale artistico dipendente;
- dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.
Per alcune categorie, come i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli, trovano applicazione regole o prestazioni differenti. Il diritto alla NASpI non deriva automaticamente dalla semplice assenza di lavoro: è necessario verificare la natura della cessazione del rapporto e i requisiti assicurativi.
2. Quali sono i requisiti NASpI nel 2026?
Il requisito contributivo ordinario consiste nell’aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Il precedente requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo è stato eliminato per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022.
Il controllo della posizione contributiva è particolarmente importante per chi abbia avuto rapporti di lavoro discontinui, contratti a termine o periodi di sospensione. Non tutte le settimane presenti nell’estratto contributivo possono necessariamente essere considerate allo stesso modo ai fini della prestazione. È quindi opportuno verificare la documentazione previdenziale e le istruzioni INPS applicabili al singolo caso.
3. Licenziamento e scadenza del contratto: quando spetta?
La NASpI è normalmente collegata alla perdita involontaria dell’occupazione. Tra le situazioni che possono consentire l’accesso rientrano il licenziamento e la scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato, purché siano soddisfatti gli ulteriori requisiti.
Anche in caso di licenziamento disciplinare, la prestazione non è automaticamente esclusa per la sola natura del provvedimento. Occorre distinguere il diritto all’indennità di disoccupazione dalle questioni riguardanti la legittimità del licenziamento: un eventuale contenzioso sul recesso del datore di lavoro segue infatti regole e termini propri.
4. Dimissioni volontarie e dimissioni per giusta causa
Le dimissioni volontarie, in linea generale, non consentono di ottenere la NASpI perché manca il requisito della perdita involontaria dell’occupazione. Esistono tuttavia importanti eccezioni.
Tra queste assumono particolare rilievo le dimissioni per giusta causa, quando il comportamento datoriale determina una situazione che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro. La giusta causa deve essere valutata in relazione ai fatti concreti e agli orientamenti applicabili.
Ulteriori ipotesi particolari sono previste dalla normativa, anche con riferimento a specifiche situazioni protette e ad alcune modalità di risoluzione consensuale. Prima di presentare le dimissioni è fondamentale conoscere le possibili conseguenze previdenziali.
5. La novità introdotta dal 2025 e applicabile nel 2026
La legge 30 dicembre 2024, n. 207, ha introdotto un ulteriore requisito contributivo per determinate situazioni. Quando il lavoratore ha precedentemente cessato volontariamente un rapporto a tempo indeterminato nei dodici mesi anteriori alla successiva disoccupazione involontaria, può essere necessario dimostrare almeno 13 settimane di contribuzione maturate tra le due cessazioni.
La disciplina deve essere applicata considerando le condizioni e le eccezioni individuate dalla legge e chiarite dall’INPS. La novità non modifica automaticamente il metodo ordinario di calcolo dell’importo e della durata della NASpI. È una regola che richiede particolare attenzione a chi cambia volontariamente lavoro e perde successivamente la nuova occupazione.
6. Come presentare la domanda NASpI all’INPS
La domanda deve essere trasmessa per via telematica attraverso i servizi dell’INPS oppure con l’assistenza di un patronato. Il termine ordinario per presentarla è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, ferme le disposizioni particolari applicabili.
La tempestività è fondamentale: il momento di presentazione può incidere sulla decorrenza della prestazione. Prima dell’invio è opportuno verificare i dati anagrafici, le informazioni relative al rapporto cessato, la posizione contributiva e gli elementi necessari per il pagamento.
La domanda NASpI equivale alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro secondo la disciplina vigente.
Come richiedere la NASpI: checklist operativa
Dieci verifiche per non perdere il diritto alla prestazione e non commettere errori nella domanda all’INPS.
7. Importi NASpI 2026: quanto si può ricevere?
L’importo mensile viene determinato sulla base della retribuzione imponibile previdenziale e dei criteri previsti dal decreto legislativo n. 22/2015. Per il 2026, la retribuzione mensile di riferimento è pari a 1.456,72 euro, mentre il massimale mensile della prestazione è di 1.584,70 euro.
Queste cifre non rappresentano l’importo spettante indistintamente a tutti i beneficiari. L’indennità effettiva dipende dalla situazione retributiva e contributiva individuale.
La NASpI è inoltre soggetta a una riduzione progressiva del 3% mensile, secondo le decorrenze stabilite dalla normativa e differenziate anche in relazione all’età del beneficiario. Per una valutazione corretta occorre considerare i dati effettivi presenti negli archivi previdenziali.
8. Quanto dura la NASpI?
La durata viene determinata, in generale, in misura pari alla metà delle settimane contributive utili maturate negli ultimi quattro anni. Il limite massimo ordinario è di 24 mesi. Nel calcolo assumono rilievo anche i periodi contributivi eventualmente già utilizzati per precedenti prestazioni di disoccupazione.
La durata non è quindi uguale per tutti i lavoratori. Una posizione assicurativa caratterizzata da rapporti brevi o discontinui può determinare una durata inferiore rispetto a quella di chi dispone di una storia contributiva più estesa.
9. NASpI e nuovo lavoro: sospensione, riduzione e decadenza
L’avvio di una nuova attività lavorativa durante la percezione della NASpI può incidere sul diritto alla prestazione. Le conseguenze dipendono dalla tipologia di attività, dalla durata del nuovo rapporto, dal reddito previsto e dalle condizioni previste dalla legge.
In alcune situazioni può verificarsi una sospensione temporanea; in altre possono trovare applicazione regole di cumulo, riduzione o decadenza. Sono particolarmente importanti gli obblighi di comunicazione all’INPS: la mancata comunicazione di informazioni rilevanti può produrre conseguenze sul trattamento previdenziale. Anche gli obblighi collegati alle politiche attive del lavoro devono essere rispettati secondo la disciplina vigente.
10. Errori da evitare quando si richiede la NASpI
Una gestione poco attenta della procedura può comportare ritardi, contestazioni o perdita di opportunità. Tra gli errori più frequenti rientrano la presentazione tardiva della domanda, l’errata valutazione dei requisiti, la mancata verifica della posizione contributiva e l’omissione delle comunicazioni obbligatorie.
Particolare prudenza è necessaria in caso di dimissioni, risoluzioni consensuali e passaggi tra diversi rapporti di lavoro. È opportuno conservare la documentazione relativa alla cessazione del rapporto, alle comunicazioni ricevute e alla domanda inoltrata all’INPS. La prevenzione degli errori rappresenta spesso il primo strumento di tutela.
11. Domande frequenti sulla NASpI 2026
La NASpI spetta dopo un contratto a tempo determinato?
Sì, la scadenza naturale del contratto può consentire l’accesso alla prestazione, quando ricorrono gli altri requisiti.
Posso richiederla se sono stato licenziato per giusta causa?
Il licenziamento disciplinare non esclude automaticamente la NASpI. Occorre verificare le condizioni previste dalla normativa.
Posso riceverla dopo le dimissioni?
Normalmente no, ma sono previste eccezioni, tra cui le dimissioni per giusta causa e altre situazioni espressamente tutelate.
Quando devo presentare la domanda?
Il termine ordinario è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto, salve le particolari disposizioni applicabili.
La NASpI dura sempre due anni?
No. La durata dipende dalle settimane contributive utili e non può superare il limite massimo ordinario.
Posso lavorare mentre ricevo la NASpI?
In determinate condizioni sì, ma occorre verificare gli effetti sulla prestazione e rispettare gli obblighi di comunicazione.
12. Guarda il video NASpI 2026 di Cuomo Legal Platform
NASpI 2026: hai perso il lavoro? Conosci i tuoi diritti. Nel video l’Avv. Giuseppe Cuomo presenta i principali requisiti dell’indennità di disoccupazione e richiama l’importanza di conoscere le scadenze e le condizioni previste dalla legge. Il filmato fa parte delle iniziative divulgative di CLP dedicate alla previdenza sociale e al diritto del lavoro.
13. Perché conoscere i propri diritti previdenziali?
La previdenza sociale rappresenta uno strumento essenziale di protezione nelle fasi di difficoltà economica e occupazionale. Informazioni corrette e accessibili permettono ai cittadini di orientarsi tra norme, procedure e istituzioni.
Attraverso i propri progetti digitali, CLP – Cuomo Legal Platform promuove la conoscenza del diritto e la diffusione di strumenti informativi utili per lavoratori, famiglie, professionisti e imprese. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza dei diritti e delle responsabilità che caratterizzano la vita quotidiana.
14. Fonti normative e istituzionali
- Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e successive modificazioni;
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207;
- Circolare INPS 5 giugno 2025, n. 98;
- Circolare INPS 28 gennaio 2026, n. 4;
- Istruzioni e FAQ ufficiali INPS sulla NASpI.
Le disposizioni devono essere considerate nel testo vigente e in relazione alle caratteristiche della singola posizione assicurativa.
15. CLP – Cuomo Legal Platform
Avv. Giuseppe Cuomo – Cassazionista. CLP è un ecosistema giuridico digitale dedicato alla divulgazione del diritto, all’innovazione e alla realizzazione di strumenti utili per cittadini e professionisti. CLP – Cuomo Legal Platform | Al servizio dei cittadini.
Riferimenti normativi: Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 e successive modificazioni; legge 30 dicembre 2024, n. 207; circolare INPS 5 giugno 2025, n. 98; circolare INPS 28 gennaio 2026, n. 4; istruzioni e FAQ ufficiali INPS sulla NASpI.
Il presente approfondimento ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza legale individuale. L’esame di una situazione concreta richiede la verifica della documentazione e delle disposizioni applicabili.
Avv. Giuseppe Cuomo – Patrocinante in Cassazione